Storia o percorso

Le carte conservate nel fondo Cocco Ortu aprono una finestra privilegiata sulla storia politica e istituzionale dell’Italia liberale. Francesco Cocco-Ortu – deputato, ministro, giornalista – ha attraversato in prima persona la costruzione dello Stato unitario, la stagione giolittiana e la crisi che aprì le porte al fascismo, lasciando una traccia documentaria che intreccia vita politica nazionale e vicende della Sardegna, reti ministeriali e storia familiare lungo un arco cronologico di quasi due secoli.

Cenni biografici

Nato a Cagliari nel 1842, Cocco-Ortu inizia a fare politica ancora studente, con la penna in mano. Collabora a L’Imparziale, fonda con Fara il settimanale La Bussola e in seguito La Cronaca, testate attraverso cui attacca le consorterie locali e la Destra storica sarda. Nel 1889 contribuisce alla fondazione de L’Unione Sarda. In quell’impegno giornalistico c’è già il carattere dell’uomo: il gusto per la battaglia di idee, la Sardegna come punto di partenza e punto di ritorno.
Nel 1876, con l’ascesa della Sinistra al potere, arriva il primo mandato parlamentare. Ne seguiranno altri, ininterrottamente, per quarantotto anni.
È segretario generale del Ministero di Agricoltura nel 1878, poi segretario generale di Grazia e Giustizia nel quarto governo Depretis (1882–1883). Dal 1887 al 1891 lavora come sottosegretario allo stesso dicastero sotto Zanardelli, collaborando alla stesura del Codice penale del 1890, un codice innovativo, moderno nella struttura e nelle norme, orientato alla rieducazione dei detenuti e alla mitigazione del sistema repressivo.
Seguono gli incarichi di ministro dell’Agricoltura nel terzo gabinetto Di Rudinì (1897), di ministro di Grazia e Giustizia nel governo Zanardelli (1901–1903) e di ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio con Giolitti presidente del Consiglio (1906–1909).
Muore a Roma il 4 marzo 1929 e viene sepolto a Cagliari, la sua città.

Provvedimenti che hanno fatto la storia

Tra il 1897 e il 1909 vara una serie di importanti provvedimenti normativi che denotano elevate capacità tecnico-giuridiche e una speciale attenzione per le problematiche sociali del momento storico: leggi innovative sul lavoro, sull’istruzione e una legislazione speciale per la Sardegna che nel 1907 diventa il primo esempio italiano di organica legislazione regionale.
Ma le carte d’archivio non restituiscono solo il politico. Raccontano anche l’uomo che nell’ottobre 1922, ormai decano della Camera dei Deputati, si reca personalmente da Facta e da Vittorio Emanuele III per scongiurare, invano, l’avanzata del fascismo. Due anni dopo, alle elezioni del 1924, Cocco-Ortu è sconfitto – secondo la sua stessa testimonianza, -non senza brogli del regime.

Il complesso archivistico

L’archivio, dichiarato di interesse storico particolarmente rilevante nel 2010, è stato donato dalla famiglia all’Archivio di Stato di Cagliari nel 2023. Suddiviso in tre sub-fondi – Archivio personale, Archivio della famiglia, Archivio della famiglia Franchino – intreccia vita politica, professionale e familiare in un sistema di relazioni che copre quasi due secoli.
La donazione fa seguito a quella già effettuata nel giugno 2020 dell’archivio privato del nipote, Francesco Cocco Ortu jr (1912–1969), deputato, leader del PLI e noto avvocato penalista.
I due archivi insieme costituiscono un corpus di straordinario interesse: consentono di ricostruire le vicende di una famiglia che ha avuto un ruolo di primo piano nella storia del liberalismo italiano, dalla metà dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento.

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