Storia o percorso

Come si afferma il feudalesimo in Sardegna? Come si amministra un feudo? Le carte conservate nel Fondo Aymerich, parte del più vasto archivio della famiglia baronale, ci aiutano a ricostruire la storia della feudalità sarda in età moderna. Gli Aymerich, giunti in Sardegna in seguito alla conquista catalano-aragonese, sono stati feudatari, militari, imprenditori agrari ed esponenti importanti del ceto dirigente sardo tra età moderna e contemporanea. 

La famiglia

Gli Aymerich sono uno dei casati più importanti dell’aristocrazia sarda di origine iberica. Giunti nell’isola al seguito della conquista catalano-aragonese, si insediarono nel quartiere di Castello a Cagliari e intrapresero un’ascesa che li trasformò da funzionari della Corona a potenti feudatari. Tappa decisiva di questo percorso fu la gestione – come procuratori della famiglia Maça-Carroz – di territori strategici come l’Incontrada di Bitti e la Barbagia di Seulo. Con il tempo ottennero i titoli di Conti di Villamar e Marchesi di Laconi, e il privilegio di “prima voce” dello Stamento militare, uno dei bracci del Parlamento del Regno di Sardegna, le cui riunioni si tenevano nella loro cappella di famiglia, la Chiesa della Speranza nel Castello di Cagliari.

Salvatore Pietro Aymerich (1493–1563)

Figura centrale della casata è Salvatore Pietro Aymerich, che a soli quattordici anni ottenne l’amministrazione autonoma del patrimonio. Il suo registro copialettere è un documento di straordinario valore storico: attraverso le corrispondenze con Alessio Fontana – funzionario sardo alla cancelleria imperiale di Bruxelles – e con Azor Zapata, emergono informazioni di prima mano sulle campagne militari di Carlo V, sulla geopolitica mediterranea e sulla minaccia turca. Documentati anche il suo viaggio in Spagna per risolvere un conflitto col viceré Cardona e il coinvolgimento nel celebre affare Arquer, episodio emblematico delle tensioni tra nobiltà locale e monarchia spagnola. L’archivio restituisce inoltre squarci di vita privata, tra cui il rapporto di Salvatore con la prima moglie, Violante Pastor, donna di carattere affettuoso, e con la seconda, Maria Margens, più attenta alla tutela degli interessi economici.

Storia archivistica del fondo

L’archivio, parte di un più ampio complesso, giunse all’Archivio di Stato di Cagliari nel XIX secolo, quando fu versato al nostro Istituto dal Tribunale del Regio Patrimonio. Si compone di 1.274 unità e copre il periodo dal 1405 al 1723. Le altre parti sono conservate presso l’Archivio storico del Comune di Cagliari e quello del Comune di Laconi. Il riordinamento moderno, avviato nel 1980, ha dovuto correggere le lacune del primo inventario ottocentesco di Pompeo Panizza, i cui numeri di corda non erano stati riportati fisicamente sui documenti, rendendo le carte di fatto irreperibili. Ulteriore difficoltà ha presentato la lettura paleografica delle scritture private, spesso lontane dagli standard cancellereschi.

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